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La musica giusta per le tue nozze

Che il ricevimento sia all’aperto o in un luogo chiuso, la musica deve essere discreta, un sottofondo che permetta la conversazione. All’aperitivo, arpa e sestetto d’archi sono perfetti per gli amanti della musica classica, mentre ugualmente suggestivi, ma più moderni, i ritmi sudamericani o le canzoni italiane eseguite da un chitarrista. Per accompagnare il banchetto è indicata una musica d’atmosfera, eseguita al pianoforte con voce solista e sax come accompagnamento. Dopo il taglio della torta, spazio alle melodie liriche o d’operetta, o a pezzi di musica da camera. Valzer, polke, galop di Strass eseguiti da quintetti d’archi o da orchestine sono perfetti per il momento del ballo. In alternativa, i ritmi sudamericani, jazz, canzoni anni Cinquanta Sessanta, melodie funky o New Age. In caso di festa danzante, prima di rumba, mambo, tango o chachacha, si può optare per lo swing orchestrale di Glenn Miller, Paul Whiteman, Tommy Dorsey, Benny Goodman. Per accompagnare gli sposi che aprono le danze, si può scegliere tra alcuni classici romantici brani che evocano le grandi storie d’amore, come I will always love you di Whitney Houston o Everything I do I do it for you di Bryan Adams.

Il menu musicale al tuo matrimonio

La cerimonia religiosa prevede un programma tradizionale con brani diversi per sottolineare alcuni momenti canonici: l’arrivo della sposa, il suo incedere lungo il sagrato, lo scambio degli anelli, l’uscita. Si può scegliere tra organo, arpa, violino, oppure un coro. All’ingresso la classica “Marcia Nuziale” da “Le nozze di Figaro” di Mozart o quella di Mendelssohn; in alternativa, “Hornpipe” da “The Water Music” di Handel oppure “Here comes the bride” da Lohengrin” di Wagner. Se durante il rito per un’occasione classica è perfetto “L’adagio per archi” di Samuel Barber oppure il coro a bocca chiusa della “Madama Butterfly” di Piccini, per un matrimonio moderno si può scegliere la “Ave Maria” di Gounod nella versione di Frank Sinatra o di Noah, oppure la “Cavatina” di Stanley Myers. Per una scelta inconsueta si può anche optare per i gospel di Ray Charles e Mahalia Jackson. Mentre per accompagnare l’uscita dalla chiesa, i temi più classici sono la “Gloria RV 589” di Vivaldi, “Crown Imperial” di Walton, il “Finale della sinfonia n°1” di Vierne e la “Toccata” di Widor.

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